Veronica
Tour estivo: Lizzano (TA)
Reportage del 17 agosto 2004
17 agosto 2004.
Un mese e 16 giorni dopo… Per una sera posso finalmente illudermi che siano cambiate tante cose… Ma questa è un’altra storia. Il concerto è alle 21:30… O almeno così è riportato sul biglietto, ma per me inizia molto prima. Alle 14:30 io, Giulia e Fabio “appoggiati al tavolino di un bar…” o meglio alla saracinesca, visto che il bar sotto casa mia è chiuso, stiamo aspettando Gabriele. Io e Giulia abbiamo una sorpresa per tutti… Qualche ora prima per l’occasione siamo andate a comprarci una maglia identica (è un po’ infantile, lo so… ) ma nessuno ci fa caso, e nessuno ci farà caso neanche durante il corso della serata. Proprio quando iniziamo a dubitare che verrà, vediamo arrivare Gabriele in macchina con un suo amico. Puntuale, eh? Neanche un’ora dopo siamo seduti sulle panchine della piazza dove si terrà il concerto… Una delusione, sembra di trovarci alla sagra del paese… Senza nulla togliere alle sagre paesane, ma per il concerto del mio cantante preferito speravo in qualcosa di meglio… Il tempo passa lentamente, nel frattempo arriva Franz col suo amico, il palco viene montato, la zona inizia a riempirsi e viene recintata… e noi ci ritroviamo di nuovo fuori. Destra, sinistra o centro? Inizia il dilemma su quale sarà l’ingresso effettivo… Io e Giulia siamo davanti a tutti, schiacciate contro quelli della security… Fa davvero caldo, ma fortunatamente siamo all’ombra… L’apertura delle porte è prevista per le 18… ma siamo a un concerto organizzato male, ovviamente non può essere davvero così… Riusciamo ad entrare per davvero soltanto più di un’ora dopo… Io sono una delle prime, ho finalmente il mio biglietto strappato in mano… Ma rimango incastrata nella folla… finalmente riesco a liberarmi, comincio a correre… La prima fila è ancora quasi tutta libera, ce la farò… Corro… Improvvisamente la mia gamba ha un incontro ravvicinato con un piede, e finisco a terra. Il braccio mi si riempie di sangue, e la stessa cosa vale per il fianco, che il jeans a vita bassa aveva lasciato scoperto. Vedo Giulia passarmi davanti, la chiamo ma lei (sadica) continua a correre verso le transenne. Poi si giustificherà dicendomi di averlo fatto per assicurarci il posto in prima fila… Allora mi alzo, e mi giro… Il piede appartiene a uno che potrebbe avere il doppio della mia età… e che ride tutto soddisfatto… Evidentemente lui si diverte così. In una frazione di secondo devo scegliere se tornare indietro e trasfigurargli il viso a unghiate… nonostante nella caduta ne abbia persa una posso permettermelo… o se andare a piazzarmi accanto a Giulia… Alla fine decido per la seconda opzione, e mi vado a sistemare vicina alle transenne. Qualcuno mi suggerisce di andare all’ambulanza… Sì, certo, ma quale ambulanza? Alla fine sarò medicata da un ragazzo del servizio d’ordine, e passerò tutta la serata con una cosa adesiva che assomiglia lontanamente a un cerotto attaccata al braccio e al fianco. Ovviamente l’attesa perché inizi il concerto è ancora lunga, e cerchiamo di occuparla come meglio possiamo… a un certo punto esce anche la band per provare… sulle note di “Come deve andare” io mi metto a cantare, Paolo Carta mi guarda e sorride… Lo dico a Giulia, ma… “Ha sorriso a me!” mi risponde. “Ci ha sorriso”, giungiamo a un compromesso. Pierpa richiama tutti… E’ ora di cena… E noi continuiamo ad aspettare. Nel frattempo io e Giulia abbiamo la magnifica idea di legarci con la fascia rubata qualche ora prima a Franz… la stessa fascia che poi diventerà mia, e che adesso è appesa nella mia stanza alla cornice in cui tengo la mia foto con Max… Intorno alle 22 finalmente il concerto ha inizio… Max sceglie la più appropriata delle sue canzoni, “La lunga estate caldissima”, e da allora si susseguono tante delle sue canzoni più famose - ognuna delle quali per me ha un valore diverso, e mi riporta alla mente ricordi… qualcuno piacevole, qualcuno un po’ meno… ma è ogni volta una forte emozione… - intervallate dalle canzoni dell’ultimo cd, che non tutti conoscono, e che io, Giulia e pochi altri strilliamo orgogliosamente (a proposito, Franz, sei davvero stonato!). Verso la fine del concerto come da copione Max va via dal palco… Qualcuno sposta le transenne, ed io e Giulia riusciamo ad appoggiarci proprio sul palco sotto al microfono di Max… Lui esce nuovamente e canta altre canzoni… Io e Giulia ci arrampichiamo su un’asta di ferro a metà palco, attirando le maledizioni di alcune ragazze dietro di noi che vedendo che noi non scendevamo sono anche passate alle maniere forti tirandoci giù, ma noi aggrappate ai fili delle casse siamo riuscite a resistere. Dopo la caduta prima del concerto ero davvero pronta a tutto! Le mani di tutti sono protese verso Max, nella speranza che lui le stringa… Con qualcuno lo fa pure, ma due uomini della security… gli stessi che erano all’ingresso… lo fanno allontanare. “Non posso, mi dispiace…” ripete lui più di una volta, e dopo aver ricantato “Lo strano percorso” va via di nuovo. Stavolta definitivamente. Io e Giulia ci stacchiamo finalmente, e corriamo dietro al palco nella vana speranza di poter fare una foto con Max… Riusciamo a strapparne un paio ad Ernesto, e nel frattempo io mi chiedo dove sia finito Paolo Carta (perdonami Giulia, ma inconsciamente continuo a pensare che abbia sorriso esclusivamente a me!)… Poi scoprirò che fino a qualche minuto prima stava parlando con Franz (ti odio, è tutta colpa tua se me lo sono perso!). Subito dopo ci spostiamo alla bancarella del merchandising, insieme ad Elisa… la ragazza che io e Giulia abbiamo conosciuto 3 anni fa a radio Ciccioriccio e a cui dobbiamo la nostra foto con Max… Qualcuno si compra la fascia (io no, tanto ho quella di Franz, no?) qualcun altro la maglia… qualche foto di rito e poi ci salutiamo… Sono tornata a casa solamente alle 2 passate, stanca, dolorante, puzzolente e sanguinante ma ovviamente felice… Chissà, forse davvero qualcosa è cambiato… GRAZIE MILLE MAX, per tutte le emozioni che mi regali ogni volta… E GRAZIE MILLE anche a tutti quelli che erano con me, specialmente a Giulia, compagna fissa di tutte le avventure per il nostro sofficino…
Veronica