[defo]
Smau 2004 - Milano
Reportage del 22 ottobre 2004
La giornata non comincia molto bene: pioggia e treno (come al solito) in ritardo. Senza contare che lo sciopero dell’ATM sarebbe cominciato alle 8.45 e c’erano serie possibilità di non arrivare a Milano in tempo.
Nonostante tutto, alle 8.30 sono a Milano e mi fiondo nella metropolitana, dove trovo un’altra sorpresa: carrozze stracolme. Ma quando c’è sciopero le persone non prendono la macchina? Devo far passare due treni prima di trovare uno spiraglio (letteralmente: ora so cosa provano le sogliole); ma la ressa non era niente in confronto a quella che ho trovato nella linea rossa, quella che porta direttamente allo SMAU. Sulla carrozza non si riusciva neanche a respirare e chi è abituato a prendere la metropolitana conosce molto bene il “microclima” che si sviluppa lì dentro…
Torno all’aperto (aria!). Ancora pioggia… Alle 9.15 raggiungo la biglietteria, che per fortuna si trova al chiuso, e un mio amico che mi aspettava già là; prendiamo il biglietto e andiamo subito a cercare lo stand della Mediaworld. Dopo quasi tre quarti d’ora di ricerca, grazie ad una hostess scopriamo che Max sarebbe intervenuto allo stand di Radio Number One, all’interno di quello della catena di negozi Saturn, e non a quello Mediaworld… Pazienza, l’importante era trovare il posto giusto.
Le tre ore successive le passiamo gironzolando tra i vari stand, dove tutto è sempre più piccolo e integrato: ad esempio un televisore con un impianto che contiene decoder digitale terrestre, lettore per cd musicali e mp3, dvd, programmi di fotoritocco… Bello, ma un po’ costoso: uno dei tanti cartellini era targato 9990€ (e ce n’erano degli altri).
A mezzogiorno Radio Number One offre l’anteprima mondiale del dvd di Eros Ramazzotti, che ci tiene impegnati per mezz’ora. La successiva mezz’ora, invece, la usiamo per accaparrarci un posto in prima fila: dobbiamo accontentarci della seconda…
Mentre tutti aspettano Max, i ragazzi (me compreso) inondano di flash una ragazza molto carina che sul palco si faceva discretamente notare. Poi, all’una, entra Max sulle note de “Lo strano percorso” e quando comincia a cantare tutti lo seguono. Mi do subito da fare con la macchina fotografica, ma sono ostacolato da uno della sicurezza che, chissà perché, mette sempre la sua testa tra me e Max. Max è interista, il presentatore è milanista: inevitabilmente si finisce a parlare del derby; due dj hanno riscritto “Lo strano percorso”, facendolo diventare un inno ai 15 anni senza vittorie dell’Inter: è nato così “Lo strano squadrone”.
Si passa poi all’intervista vera e propria e si parla dell’antidivismo di Max: credo che per un cantante, soprattutto oggi, sia un bel complimento. Il presentatore racconta un retroscena: dietro le quinte, Max ha detto «se devo cantare canto, se non canto non canto, se devo andare a casa vado a casa»: insomma, una persona il cui scopo primario non è quello di fare ospitate per promuovere il suo disco.
Ad un certo punto si sentono le note di “Come mai” e il pubblico (un sacco di gente, ve lo assicuro) canta insieme a Max: inevitabile farsi coinvolgere anche se, come me, si è stonati come una campana.
La regia passa il video de “Il mondo insieme a te”: non ho sentito nessun commento strano a proposito di Max che fotografa cadaveri, anzi. Ho sentito solo commenti positivi. Si ritorna a parlare del derby e a Max viene chiesto un pronostico: visto come sono andate le ultime edizioni non mi sorprende che non si sia sbilanciato più di tanto… Secondo lui finirà in parità (sono juventino: speriamo!).
Mentre ripassa il video, Max comincia a firmare autografi e la ressa aumenta. Capisco che dalla mia posizione sarà difficile fargli firmare qualcosa, quindi mi sposto a sinistra e trovo un bell’angolo vuoto (alla faccia del tipo della sicurezza).
L’incontro con Max finisce sulle note di “Una canzone d’amore” e con un altro giro di autografi. Il tipo della sicurezza è costretto a salire sul palco per non rischiare di venire schiacciato e, dopo cinque minuti, riesco a farmi firmare il cd.
Poi chiamo Max e gli indico la maglietta di MaxPezzalinetwork e lui, sorridendo, mi fa: «Ah, bene!». Missione compiuta!
Abbandono il luogo dello storico incontro e salgo al piano superiore, dove fotografo il gruppo che cerca un autografo: sono davvero tanti, considerando che molti se n’erano già andati e mi chiedo: ma Max non piaceva a poche persone? Mi sto convincendo che è una grande cavolata! Non sono riuscito a fare una foto insieme a lui o a parlargli a lungo, ma mi accontento (per adesso!); aspettavo questo momento da anni e quando sono tornato a casa ho guardato bene il cd per controllare che la firma ci fosse davvero.
[defo]