maxpezzalinetwork.com

2005 - 2015
10 anni dopo

leggi il messaggio di Fabio & ReBBy

Di Internet, di photoblog e di altre sciocchezze

giovedì, 21 maggio 2015


Esattamente 10 anni fa terminava l'avventura di maxpezzalinetwork.com: avevamo scelto, come data di fine, l'ultimo post di "Una al giorno", il photoblog gestito da Max Pezzali che ha raccolto per 365 giorni continuativi uno scatto al giorno.
La storia del photoblog è stata davvero incredibile, ma del resto - lo diciamo con una punta d'orgoglio - la nostra storia con maxpezzalinetwork.com ed 883network.com è stata ricca di soddisfazioni.

Internet 10-15 anni fa era molto diversa da come la conosciamo oggi. In Italia poi lo era ancora di più a causa dell'arretratezza tecnologica delle linee. Le innovazioni ci arrivavano in ritardo e guardavamo con un po' di invidia quello che avveniva al di là dell'Atlantico.

10 anni sono un po' di tempo nell'arco di una vita, ma una nullità se raffrontati alla storia dell'umanità. Eppure mai come in questi decenni abbiamo visto balzi in avanti così eclatanti in tutti i settori, dalla medicina alla fisica, dalla meccanica all'elettronica e alle telecomunicazioni. L'umanità è capace di cose incredibili!

Nel 2005 i siti che oggi cubano la maggior parte del traffico dati mondiale non esistevano. In quegli anni cominciava a diffondersi Wikipedia, ma ancora non con l'immensità di contenuti a cui siamo abituati oggi. Non esisteva tutto l'universo dei "Social Network": Twitter sarebbe nato un anno dopo (nel marzo 2006), Facebook si chiamava Facemash (il dominio facebook.com venne acquisito tra aprile ed agosto del 2005) ed era riservato solo agli studenti di alcuni campus americani, Instagram sarebbe arrivato ben 6 anni dopo, così come Pinterest e tanti altri.
Gmail si poteva avere in beta tramite invito, i primi si potevano comprare a caro prezzo su ebay. A pensarci oggi sembra assurdo pagare per l'invito ad un servizio gratuito... All'epoca fu una cosa rivoluzionaria. Le mail si guardavano solo tramite programmi come Outlook, Thunderbird (c’era la versione 1) oppure tramite scomode e lente webmail.
Il browser più utilizzato era Internet Explorer (festeggiammo proprio con Max la versione 1.0 di Firefox) e non esistevano le connessioni 3G/4G, i più fortunati si collegavano con il GPRS ad una velocità paragonabile al modem analogico (che in tanti usavano ancora perché mancava la copertura ADSL).
Non esistevano gli smartphone, almeno non come li conosciamo oggi. Il primo iPhone sarebe arrivato 2 anni dopo (nel 2007) e a guardarlo oggi sembra un’oggetto di un secolo fa. Giravano i primi BlackBerry, all’epoca il top della tecnologia, mentre i più fortunati avevano un Nokia con sistema operativo Symbian.
Se lo smartphone era un miraggio non parliamo dei tablet, per l’iPad dobbiamo aspettare un lustro, fino al 2010. Certo esisteva qualcosa col display touch, ma erano talmente rozzi, pesanti e scomodi che non avevano mercato.

Per creare “Una al giorno”, il photoblog di Max Pezzali, utilizzammo un software chiamato Movable Type, in quegli anni il non plus ultra per la gestione dei blog. Pagammo a caro prezzo la licenza per avere la versione completa. Oggi Movable Type esiste ancora ma è ristretto ad una piccola nicchia di fedeli utilizzatori, Wordpress, e in parte Joomla, sono diventati il motore della maggior parte dei blog esistenti.
Eppure in qualche modo siamo stati innovativi. Eravamo in pieno “boom” del fenomeno blog. Sembrava che chiunque dovesse averne uno, o anche due, tre. C’era un’improvvisa voglia di comunicare ma - salvo eccezioni - c’era una desolante mancanza di contenuti. Si trovavano blog su argomenti futili, liste della spesa, deliri d’amore, scritti spesso con un italiano stentato e senza nessuno stile. Il fenomeno “MasterChef” era lontano e non era ancora nata la mania del “foodporn”, di conseguenza un photoblog gestito da un cantante famoso era una ventata d’aria fresca nel panorama Italiano. Se ne parlò parecchio in rete, a volte con qualche incomprensione e polemica. Ma fu una cosa grande ed unica. Non solo per l’idea, ma per la costanza con cui Max l’ha portata avanti. Crediamo davvero che in pochi l’avrebbero fatto.
Non c’erano gli smartphone: Max girava tutti i giorni con una reflex al collo per cogliere lo scatto del giorno e ce lo mandava in tempo quasi reale.
Molti si sono rattristati per la fine del photoblog, ma una cosa così doveva avere una fine! Pensate se fosse andata avanti per anni: ad un certo punto le foto sarebbero state noiose, ripetitive. Si sarebbe cominciato a pubblicarne una a settimana, poi una ogni tanto. E poi si sarebbe chiuso in sordina. Abbiamo scelto di essere grandi fino all’ultimo ed abbiamo chiuso in bellezza (peccato non poter dire lo stesso di Lost) con una pizzata in compagnia di decine di persone venute da tutta Italia per festeggiare con noi e con Max la fine di un’avventura.

Ma non ci fu solo il photoblog. Facciamo qualche passo indietro nella nostra storia, arriviamo al 1998 quando aprì 883network.com.
Se il 2005 possiamo vederlo come un’epoca Rinascimentale per Internet, nel '98 eravamo in pieno Medioevo.

Google era nato da poco, in Italia c'era la famigerata TUT, la Tariffa Urbana a Tempo, che rendeva dispendiosa la connessione ad internet. Per collegarsi si pagava un abbonamento annuale e in più il costo della telefonata, tutto questo per viaggiare a 33.6kbps o, i più fortunati, a 56.6k. Oggi alcuni viaggiano con la fibra a 100.000k o anche più. Avevamo ancora la Lira e ricordo che l'abbonamento internet lo pagavo 300.000 l'anno. Ad esempio c'era un piccolo provider a Saronno (Net-One), si andava lì, pagando in contanti, il geek di turno dava la ricevuta, batteva qualcosa su un terminale Unix e il l’abbonamento era attivo. L'unico “cloud” che conoscevamo era nelle previsioni meteo di Yahoo (che era il motore più utilizzato).

Cominciavano a diffondersi gli mp3, Napster, WinMX e tutto il resto. I file si codificavano a 128kbps perché lo spazio e la banda internet costavano cari. Si perdeva un po' di qualità ma avere centinaia di canzoni sul PC era una novità assoluta.
Per la musica portatile c'era il Walkman con le cassette a nastro. Cominciavano a diffondersi i primi lettori CD portatili e diedi fondo al salvadanaio per acquistare un lettore CD mp3 della Samsung. Qualche sfortunato invece investì capitali nei Minidisc della Sony. Qualche anno dopo uscì il primo iPod (il primo modello aveva un hard disk da 5gb) e fu una rivoluzione vera!

In tutto questo su 883network cominciammo a distribuire, gratuitamente, mp3 con live, bootleg ed inediti. Aprì anche una web radio con tecnologia ShoutCast, trasmettevamo a 64kbps, peggio dela radio AM, ma era una figata! Ci sentivamo come su Radiofreccia. Ogni tanto andavamo live, ma più spesso lasciavamo delle registrazioni che giravano. La cosa andò avanti per un po', con il benestare degli 883, finché non arrivò la SIAE a batter cassa e, dato che eravamo dei poveri disgraziati, chiudemmo tutto sperando che non ci chiedessero gli arretrati (fortunatamente non ce li chiesero). La notizia fece scalpore in rete e ne parlò anche Punto Informatico (in quegli anni una vera istituzione).

Non ci arrendemmo e il sito restò comunque attivo, con la bacheca (la nostra versione del guestbook onnipresente nei siti dell'epoca), la chat su IRCNet ed il forum (un'evoluzione dei newsgroup Usenet, antenato dei gruppi Facebook). Iniziammo a programmare in ASP (senza .NET che non esisteva ancora) per gestire alcuni automatismi, in seguito scoprimmo il mondo dell’OpenSource e passammo a PHP.
Nel frattempo il sito ebbe sempre più successo, le iscrizioni erano migliaia ed aumentavano quotidianamente. Eravamo giovani e scoprimmo sulla nostra pelle le difficoltà di gestire una comunità così ampia in rete con tante persone ognuna con le sue idee, i suoi modi, la sua sensibilità. Non fu semplice e ci furono litigate epocali.

Eravamo "Community Manager" in un'epoca in cui questo termine non esisteva e nessuno avrebbe immaginato che anni dopo diventasse addirittura una qualifica professionale ben pagata.

Qualche tempo dopo decidemmo di "abbandonare" gli 883 e di concentrarci sulla figura di Max Pezzali, nacque maxpezzalinetwork.com, era il 2002 e fummo lungimiranti: qualche mese dopo Max iniziò la carriera di solista.

Questo secondo "network" ebbe ancora più successo, la partecipazione di Max era attiva, noi un po' più maturi e nacquero sezioni più "filosofiche". Nel forum si parlava di Max, di musica, ma anche di temi più delicati come il sesso e la politica.

Perché vi annoiamo con queste storie che ci fanno sembrare quasi vecchi? Ma perché siamo felici di aver vissuto questo. Internet è stata, è e sarà una rivoluzione. Oggi ci perdiamo nelle App e spesso ci dimentichiamo cosa c'è dietro. Se lo chiedete ad un ragazzo di oggi, uno dei cosiddetti "nativi digitali" che cos'è Internet vi darà una risposta diametralmente opposta da quella di uno che ha usufruito di questo mezzo tra il '90 ed il 2000. Il millenium bug, le BBS e l’Italian Crackdown, il movimento NoTUT, le prime ADSL, la lenta decadenza dei newsgroup, l'evoluzione di sistemi operativi, applicazioni e servizi.
Abbiamo vissuto una rivoluzione che tra qualche decennio si studierà nei libri di storia al pari di quella industriale.
Ci è piaciuto un sacco farne parte, ci siamo divertiti e imparato molte cose. La futilità di gestire un sito dedicato ad un cantante ci ha permesso di vivere tutto questo.
Quello che abbiamo imparato è stata la base del nostro lavoro, ma al di là di questo siamo felici di poter dire un domani che c'eravamo, eravamo presente mentre succedeva tutto questo.

Pensate alla maggior parte delle azioni quotidiane che facciamo: controllare l’email, Facebook, Twitter, Instagram, i feed dei nostri blog preferiti, leggere un ebook o un giornale sul Tablet/reader; sono tutte cose che 10 anni fa non esistevano. La maggior parte del tempo della nostra esistenza lo passiamo su cose che 10 anni fa non c’erano.

Non esiste un periodo nella nostra storia con una tale velocità di penetrazione di una nuova tecnologia nella vita delle persone. Pensiamo alla Televisione: nata nel ‘25, bisogna aspettare il ‘39 prima che avvenga la prima trasmissione in Italia. Fino agli anni Settanta la diffusione è scarsa ed il vero boom c’è negli anni 80 e 90 con l’avvento della TV a colori. Il Telefono ci mise quasi un secolo a diffondersi capillarmente.
Più andiamo indietro nella storia e più l’adozione delle nuove tecnologie è rallentata. Oggi invece è tutto così veloce ed immediato. Tecnologie che fino a pochi anni fa erano nella mente di autori di fantascienza oggi sono realtà.

Ci piace pensare a tutto questo. Ci piace pensare che abbiamo potenzialità immense e che tutti dobbiamo impegnarci a sfruttarle al meglio, per costruire qualcosa.

E ci piace pensare che tutto possa contribuire. Che una cosa futile come il sito non ufficiale di un famoso cantante Italiano, abbia in qualche modo contribuito alla nascita di questo “tutto” che è oggi Internet.

E’ l’Effetto Farfalla, la teoria del caos. Il battito d’ali di un insetto interagisce col mondo circostante e contribuisce ai cambiamenti climatici, così come ogni singolo bit che trasmettiamo interagisce con l’universo di Internet e ne modifica la storia.

maxpezzalinetwork.com è stato anche questo: un battito d’ali. Se il suo contributo è stato importante o meno non lo sapremo mai, ma l’interazione c’è stata. E’ il bello - o il brutto - del caos: così immenso da non poterlo calcolare, così ovvio da sapere che esiste.

Time to go now… Ci vediamo sulla strada!
    Fabio & ReBBy

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